venerdì 26 giugno 2009

Vigilanza popolare!!!

''La nascita della Guardia Nazionale Italiana e lo stesso rilancio delle ronde da parte del ministro Maroni, rivelano una dinamica inquietante. Per la prima volta, al di la' delle parole, siamo di fronte allo sviluppo di strutture parallele, paramilitari, pubblicamente avallate o incoraggiate dallo Stato''. Lo afferma Marco Ferrando del partito Comunista dei lavoratori. ''Le sinistre non possono limitarsi alla critica. Debbono promuovere unitariamente una mobilitazione di contrasto. Proponiamo ai sindacati - prosegue - a tutte le sinistre, alle associazioni popolari, antifasciste e antirazziste di approntare strutture unitarie di vigilanza operaia e popolare sul territorio, a partire dal nord. Strutture operative che tutelino la sicurezza individuale e collettiva dei soggetti minacciati da rondismo, squadrismo, teppismo; e che parallelamente estendano la propria azione contro ogni forma di criminalita' quotidiana del profitto: incluso lo sfruttamento del lavoro nero, il mancato rispetto della sicurezza sul lavoro, l'evasione fiscale, lo scempio ambientale''. ''Le sinistre - conclude Ferrando - non possono lasciare alle destre il controllo del territorio. E debbono promuovere una propria campagna anti capitalistica sulla sicurezza''.

sabato 30 maggio 2009

LE RAGIONI DEL NON VOTO AL BILANCIO. (Striano)

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI La gestione del denaro, per gli enti pubblici, diventa ogni volta più ardua. Non si comprende, che oggi, a causa della crisi economica bisogna svolgere un lavoro certosino per far quadrare i conti. Non si vuole capire, che in primo luogo bisogna guardare alle necessità essenziali del Popolo, che sono: Casa, lavoro, salute e sicurezza pubblica, evitando gli sprechi. A niente di tutto questo, mira la politica scellerata dell’attuale governo cittadino. Mostrando pochezza d’idee, nel far quadrare i numeri del bilancio. Il tutto aggravato dall’incompetenza politica della gestione, di soggetti che si sono improvvisati amministratori, senza avere la minima idea di come si gestisce la “cosa pubblica”. Persone che niente hanno capito della discussione sul bilancio, ma che si sono apprestati ad alzare il ditino nel momento della votazione. E si sa, che le previsioni possono pure non essere azzeccate, ma in questo particolare caso, redigere un bilancio di previsione senza l’ausilio di un grammo di politica, senza avere conoscenza dei bisogni del Popolo, c’è solo garanzia del totale fallimento. E parliamo di pubblico denaro! Parliamo del denaro che tante persone riescono a stento a guadagnare con il sudore della propria fronte. Denaro affidato nelle mani di chi, da una parte è bravo a sprecare assumendo mutui pazzeschi, per acquisti e investimenti insensati e dall’altra è ancora più bravo a raddoppiare le tasse. Si tenta grottescamente di far quadrare i numeri inserendo “entrati eccezionali” che hanno dell’assurdo. La vendita di 24 alloggi in Via C. V. Ruggiero. Noi del partito Comunista dei lavoratori, chiediamo: chi mai potrà comprare questi alloggi? Ci si rende conto, delle difficoltà economiche delle famiglie residenti in un posto abbandonato dalle istituzioni? Ci si rende conto che chi vive nei cosiddetti “Bronx” e come se portasse il marchio ingiusto di cittadino serie “B”? E cosa pensa di fare, quest’amministrazione, per sostenere questi cittadini? Pensa di paventare, sventolando davanti ai loro occhi, la possibilità di sottrargli in qualche modo la “casa” nella quale vive! …Nella quale ha visto nascere i propri figli, e buttarli in mezzo alla strada! E cosa si prevede nel bilancio di previsione (circa 100 Miliardi di vecchie lire), per elevare economicamente e culturalmente questi figli del popolo? Niente, assolutamente niente!!! Come zero è stato previsto per un serio piano per la ripresa l’agricoltura; come zero è stato previsto per l’incremento dell’occupazione; come zero è stato previsto per la sicurezza pubblica. Ha ragione l’ingegner A. Esposito, quanto sostiene, per ben tre volte, dal palco, nel comizio del 24 maggio 2009, che questo bilancio è falso !! E’ certo che è falso! Perché le entrate eccezionali di cui si parla, sono entrate in sostanza inesistenti, in realizzabili. E dunque, perché, noi del Partito Comunista dei Lavoratori avremmo dovuto votare a favore di questo bilancio? Perché mai avremmo dovuto votare un bilancio che non prevede sviluppo economico per il paese? Che non favorisce l’agricoltura e l’occupazione? Ecco i motivi del nostro non voto! Noi diciamo no alla casta dei politici di professione, che sfrutta il potere conferitogli dal Popolo, solo e soltanto, per rafforzare la propria posizione sociale ed economica. Ed è per questo, che c’è bisogno di un governo costituito da lavoratori del Popolo. SE NE VADANO TUTTI, GOVERNINO I LAVORATORI. San Valentino Torio, lì 30 giugno ’09 Consigliere comunale Quirino Caldiero

giovedì 28 maggio 2009

AGENDA TRASMISSIONI TELEVISIVE DEL PCL

(25 Maggio 2009) 26 MAGGIO BALLARO' RAI 3 FINESTRA REGISTRATA SUL PCL 28 MAGGIO PORTA A PORTA RAI 1 FINESTRA REGISTRATA SUL PCL 27 MAGGIO ORE 22,45 RAI 2 TRIBUNA ELETTORALE PCL 29 MAGGIO ORE 21,45 RAI 3 CONFERENZA STAMPA PCL

lunedì 18 maggio 2009

Squadrismo pendolare

Aggressione fascista al compagno Luca della RedAzione di Radio Vostok, mentre si recava a Torino per il Contro vertice sul G8. Durante la notte, sono entrati nella cuccetta del treno partito da Napoli e diretto a Torino che sostava nella stazione di Roma Formia dove dormiva il nostro compagno, tre teste rasate che gli hanno intimato di togliersi una maglietta con la stella rossa. Al rifiuto, Luca è stato colpito al volto, e successivamente gli è stata strappata la maglietta. i Tre non si sono fermati è gli hanno inciso a fuoco con un coltellino una svastica sul braccio.Denunciamo con forza l'accaduto, e chiediamo solidarietà militante.Fascista stai attento ancora fischia il vento!!!!
ecco quanto riporta l'articolo comparso oggi sul sito della rete studenti salerno, il compagno Luca (di Cava de Tirreni), in un intervista rilasciata alla Repubblica racconta dell'accaduto in maniera precisa e dettagliata:"erano in tre e mi hanno aggredito mentre ero intento a fumare una sigaretta..."
I letam-fascisti hanno notato un riferimento all'EZLN (esercito zapatista di liberazione nazionale), indossato dal compagno Luca, ed a riprova dell'adagio che li vuole stupidi e vigliacchi hanno deciso di mostrare la loro forza attaccandolo contemporaneamente. Dopo avergli strappato la maglia hanno marchiato sul suo braccio una svastica mediante un coltello; di fronte ad episodi del genere ci sorge spontaneo interrogarci sul perchè le istituzioni perseverino a sottacere simili avvenimenti.
In un colloquio telefonico con i compagni di cava abbiamo avuto rassicurazioni sulle condizioni di salute di Luca, il quale ha raggiunto Torino e si appresta a manifestare, insieme a migliaia di altri studenti provenienti da tutta europa, la propria contrarietà all'ennesimo attacco all'università pubblica ed alle politiche globali di mercificazione dei saperi.
Auguri di pronta guarigione Luca!!!
Come in precedenti appelli, la nostra sezione ribadisce la necessità di creare squadre di autodifesa per poter far fronte alla vigliaccheria dei seguaci del fascio.
...Piazzale Loreto ce l'ha insegnato...

giovedì 30 aprile 2009

Crisi, quale risposta dai lavoratori!!!

Per una svolta di lotta. Per una vertenza generale. Una crisi drammatica – Da mesi una crisi economica senza precedenti nel dopoguerra grava sul presente e sul futuro dei lavoratori e dei giovani, rivelando la vera natura del capitale che non ha più un futuro da offrire se non licenziamenti, precarietà, insicurezza sul lavoro, miseria, riduzioni dei diritti e degli spazi di democrazia. Invece di risposte positive, il governo cerca la complicità dei vertici sindacali per ridurre i diritti dei lavoratori e impedire la loro reazione. Oppure cerca di deviare il malessere sociale contro facili capri espiatori (i rom, gli immigrati) scatenando campagne d’odio xenofobo e razzista, che già in passato hanno prodotto esiti tragici. Tutto ciò non ha finora ricevuto una reazione adeguata. Ovviamente non quella di un PD impotente e complice. Neppure quella di una CGIL che si limita a rivendicare il proprio posto al tavolo della concertazione. Ma purtroppo neppure quella di un sindacalismo di base troppo diviso e autocentrato. Noi la crisi non la paghiamo – Eppure non sono mancati segnali forti e positivi, come il movimento dell’onda o alcune lotte operaie difensive, che in qualche caso hanno visto una larga partecipazione di lavoratori immigrati, come nel caso vincente di Origgio. Sono segnali di una disponibilità a lottare, ad auto-organizzarsi, a ricomporre un’unità fra diversi settori sociali e di classe che indicano che una svolta è possibile, che cresce un sentimento di ribellione sociale sintetizzato nella parola d’ordine “noi la crisi non la paghiamo!” Prepararsi a una prova di forza – Sia chiaro: non sarà dalle urne di giugno che uscirà una soluzione favorevole ai lavoratori e agli sfruttati, ma solo da una ripresa delle lotte su basi chiare. In ultima analisi da un rovesciamento dei rapporti di forza sociali e politici. Ma per questo occorre rimettere in campo tutte le energie del mondo del lavoro, del precariato, dei disoccupati, dei giovani, uno schieramento in grado di contrastare e sconfiggere le politiche borghesi di centrodestra e di centrosinistra, battere le logiche concertative delle burocrazie sindacali, scavalcare l’impotenza istituzionale della sinistra, superando anche l’estrema debolezza del sindacalismo di base. Per un’assemblea nazionale dei delegati – Per lavorare a questa ripresa proponiamo a tutte le organizzazioni sindacali e politiche della sinistra di unire le forze per costruire insieme una assemblea nazionale di delegati che promuova la svolta di lotta di cui c’è bisogno, discutendo una piattaforma di rivendicazioni unificanti e le forme di lotta necessarie. Per una vertenza generale – Proponiamo di lavorare insieme per costruire una vertenza generale del mondo del lavoro, del precariato, degli studenti, dei territori, che sfoci in una mobilitazione prolungata che combini lo sciopero generale, l’occupazione delle aziende in crisi, l’occupazione delle scuole e delle università, la mobilitazione nei territori. Per una piattaforma unificante – A questo scopo occorre costruire una piattaforma unificante che miri a ricomporre ciò che la crisi e la politica padronale divide: lavoratori stabili e precari, italiani e migranti, giovani ed anziani, uomini ne donne. Per parte nostra proponiamo di ripartire da queste rivendicazioni: - blocco generale dei licenziamenti - ripartizione fra tutti del lavoro esistente tramite la riduzione dell’orario a parità di paga - stabilizzazione di tutti i rapporti di lavoro e abolizione delle leggi di precarizzazione - aumento salariale per tutti di 300 euro mensili e salario minimo intercategoriale di 1.200 euro mensili - una vera indennità di disoccupazione a 1.000 euro mensili - permesso di soggiorno per tutti i lavoratori immigrati - no ai tagli alla scuola e all’università - un piano di opere pubbliche di vera utilità sociale: ricostruzione dell’Abruzzo terremotato sotto il controllo dei comitati popolari; risanamento antisismico e ristrutturazione energetica degli edifici pubblici (scuole e ospedali in primis) e di edilizia popolare; risanamento idrogeologico e ambientale; piano energetico fondato sul risparmio e sulle fonti rinnovabili. Paghi chi non ha mai pagato – Queste misure richiedono che a pagare la crisi siano quelli che finora non hanno mai pagato: i grandi capitalisti e le banche (da nazionalizzare sotto il controllo dei lavoratori), tagliando le spese militari, i costi della “casta”, i privilegi del Vaticano, le grandi opere speculative ed inutili (Expo2015, ponte sullo stretto…). E’ possibile trovare in questo modo le risorse necessarie per far fronte alle urgenze sociali e per preservare e ampliare lo stato sociale e le pensioni. Governino i lavoratori – A chi obietta che queste proposte sono “incompatibili” con le attuali regole del gioco rispondiamo che è vero: il capitalismo è incompatibile con i bisogni fondamentali dei lavoratori e della maggioranza della società. Per questo occorre una vera alternativa di sistema e di potere. Solo la lotta per cacciare i capitalisti, i banchieri e i loro governi, e per affermare un governo dei lavoratori, può aprire la strada a una vera alternativa di società e di potere in grado di rispondere alla crisi, soddisfare i bisogni sociali, difendere l’ambiente, promuovere un progresso civile che metta fine a sfruttamento, insicurezza, xenofobia, razzismo, oscurantismo clericale, e promuova finalmente i fondamentali diritti umani e sociali al di là delle differenze di genere, origine etnica e preferenza sessuale. Per una sinistra che non tradisca Il Partito Comunista dei Lavoratori – l’unico partito che in questi anni non è mai sceso a compromessi con i governi e le politiche borghesi – lavora a questa prospettiva impegnando le proprie forze in ogni luogo di lavoro e di studio e sul territorio per costruire ogni possibile occasione di fronte unitario di lotta. Con questo spirito è presente oggi in tutte le scadenze di questo 1° Maggio, nei diversi cortei e mobilitazioni in tutta Italia. Con questo stesso spirito lavoriamo, anche con la presentazione elettorale di liste del Partito Comunista dei Lavoratori, alla costruzione di quella “sinistra che non tradisce” di cui oggi i lavoratori e le masse degli sfruttati hanno urgente bisogno. Partito Comunista dei Lavoratori info@pclavoratori.it www.pclavoratori.it

giovedì 23 aprile 2009

25 Aprile

Lo avrai camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italianima con che pietra si costruiràa deciderlo tocca a noi.Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminionon colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinettiriposano in serenitànon colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarononon colla primavera di queste valli che ti videro fuggire.Ma soltanto col silenzio del torturatiPiù duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo pattogiurato fra uomini liberi che volontari si adunaronoper dignità e non per odio decisi a riscattarela vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornareai nostri posti ci ritroveraimorti e vivi collo stesso impegnopopolo serrato intorno al monumentoche si chiamaora e sempreRESISTENZA

mercoledì 22 aprile 2009

Non infangate il ricordo dei martiri della resistenza

E' proprio il caso di dirlo, Berlusconi ed il 25 Aprile, come il diavolo e l'acqua santa; la festa della liberazione dall'invasione nazi-fascista vedrà la partecipazione del moderno invasore, colui il quale ha portato a compimento il tentativo dispotico di egemonia sul bel paese...Questo 25 Aprile sarà una giornata all'insegna dell'ipocrisia e del falso d'autore a quanto pare, stando a quanto continuano ad affermare i rappresentanti della destra nazionale "l'italia paga la mancanza di pacificazione" (Formigoni).Peccato che a non voler far pace con la storia (e col cervello ndr) siano proprio i suoi colleghi: il gerarca di AN Ignazio La Russa, antifascista dell'ultim'ora colto da rimorsi e sensi di colpa afferma che " in italia ci furono due resistenze", peccato che una delle due portasse come proprio vessillo la croce uncinata e fosse corresponsabile di 6 milioni di persone scomparse nel vento...Berlusconi non vuole lasciare la manifestazione alla sinistra, infondo la festa di Liberazione è solo un altro evento in cui svolgere l'ordinaria amministrazione, pubbliche relazioni seguite da affermazioni improponibili che poi verranno negate il giorno seguente... Franceschini, segretario del PD fa notare che questa è la 14 occasione per prendere parte alla manifestazione, commentando il tutto con un " meglio tardi che mai"! Ma noi siamo convinti che sarebbe stato meglio non vederlo prendere parte ad una ricorrenza del genere, proprio per preservarne la "sacralità" evitando così di adulterarne il significato.
Onore alla resistenza, onore ai Partigiani

venerdì 17 aprile 2009

DOPO GLI SCIACALLI ARRIVANO I LUPI !

Dalle nostre parti, la terra continua a tremare ma questo non impedisce unavisione lucida di quanto avvenuto. L'Abruzzo è stato colpito da un sisma diforte intensità ma, né le immani devastazioni, né le 292 vite umane persesono da addebitare solo alla natura.È chiaro a tutti che l'aver costruito in luoghi non opportuni da un punto divisto idrogeologico e senza le più elementari prescrizioni antisismiche sonole vere cause del disastro. Per essere più chiari, *i meccanismi dellaspeculazione edilizia, diffusissima nella nostra regione, e la ricerca delmassimo profitto, uno dei dogmi della società capitalistica, sono alla basedi quanto avvenuto.* Si aggiunga a questo, l'imperizia della protezionecivile che, evidentemente distratta dall'organizzazione del G8 e da altrigrandi eventi, ha sottovalutato uno sciame sismico che andava avanti damesi.Non si trattava di evacuare una città, come furbescamente dicono Bertolaso ecompagni, ma sarebbe bastato dare alla popolazione consigli utili in caso diterremoto, rafforzare magari il personale di pronto intervento, far arrivareall'Aquila qualche struttura (tende, macchine escavatrici, gruppielettrogeni, ecc) nell'eventualità di ciò che poi si è purtroppo verificato.Fortuna che ai ritardi e alla inadeguatezza dello stato, ha sopperito lasolidarietà sociale con le mille forme di autoorganizzazione dei soccorsiche sono stati, soprattutto all'inizio, il vero aiuto alle popolazioniterremotate.Dopo il disastro, sono giunti puntuali gli sciacalli, non quelli inventatidai media che rubano nelle case (magari rumeni, perchè un po di razzismopuò risollevare il morale) ma quelli veri e cioè i politici e il lorocodazzo di giornalisti e opinionisti del dolore altrui. Quel che si è vistoin questa settimana in Abruzzo è qualcosa che si stenta a credere. Un capodel governo, già spregiudicato palazzinaro, che ogni volta che è al governone pensa una per favorire la lobby del mattone (si veda ora la proposta diampliamento degli immobili) e nel frattempo allenta la normativa antisismicae taglia i fondi alla protezione civile, venire a vestire i panni dell'eroe.Ministri in parata con l'occhio umido in favore della telecamera e nessunoche abbia detto dove prendere i soldi della ricostruzione, cioè l'unica cosache contava. Ora tra lotterie, cinque per mille, tasse sui redditi alti anoi pare che alla fine della fiera, saranno come sempre i lavoratoridipendenti a tirar fuori il denaro.*E' andata diversamente quando si è trattato di salvare le banche, è bastatauna notte e i miliardi dalle casse dello stato sono stati messi adisposizione dei poveri banchieri. Così funziona il capitale.*Per venire a noi, ribadiamo che nessuno dei nostri compagni delle provincedi Pescara, Chieti e Teramo ha subito conseguenze a causa del terremoto.Diversa e drammatica è invece la situazione dei compagni aquilani. Pur nonavendo subito nessuno conseguenze fisiche, tutti hanno avuto pesanti dannimateriali. La maggior parte di loro, sono momentaneamente ospitati inalberghi della costa e il nostro coordinatore regionale Ottaviano Scipione èin costante contatto con loro. Tanti compagni, da ogni parte d'Italia, cihanno chiesto di poter dare un segno della loro vicinanza e solidarietà. Noiabbiamo valutato con scrupolo tutte le possibilità e siamo giunti allaconclusione che, in questa fase, l'unico aiuto possibile da gestire da partenostra e insieme utile a chi lo riceverà è costituto da versamenti indenaro. Dunque per chiunque volesse contribuire a questa raccolta di fondiconsigliamo le seguenti modalità: *Lasciamo di seguito un collegamento che rimanderà alla pagina del sitoabruzzese del PCL dedicata alle sottoscrizioni volontarie (o guardare alrelativo tasto sulla colonna a destra del sito). Qui sono spiegate duemodalità per effettuare un versamento in denaro. La prima direttamente alleposte utilizzando i dati della carta prepagata postepay intestata per ilmomento ad un coordinatore locale del partito: si tratta di ricaricare lacarta attraverso lo sportello delle poste comunicando il numero della cartae il nome della persona a cui la carta è intestata; in questo caso ilversamento è anonimo e se volete far conoscere il vostro nome è bene che inseguito scriviate una e-mail a info@pclabruzzo.it.Indirizzo e-mail protettodal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo La seconda modalità èon-line ed è utile per chi ha già una carta di credito o carta prepagata,in questo caso si può cliccare sul tasto del conto paypal del pclAbruzzo pervisualizzare le procedura. Ecco il collegamento:* http://www.pclabruzzo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=161&Itemid=46 *Coordinamento regionale PCL Abruzzo*