giovedì 25 agosto 2011

LO SCIOPERO GENERALE DEV'ESSERE VERO. BLOCCARE L'ITALIA SINO AL RITIRO DELLA MANOVRA. TRASFORMARE L'INDIGNAZIONE POPOLARE IN RIVOLTA SOCIALE.

Nota di Marco Ferrando


Lo sciopero generale convocato dalla CGIL per il 6 Settembre è la registrazione del fallimento degli accordi impresentabili realizzati da Susanna Camusso con Confindustria, banchieri, CISL,UIL ( 28 giugno e 4 Agosto). Accordi vergognosi, dettati unicamente dall'ansia di un rientro nella partita della concertazione con le classi dominanti in vista di un ricambio politico di governo; accordi il cui unico ruolo è stato quello di spianare la strada al governo Berlusconi per un attacco frontale al mondo del lavoro e l'umiliazione della stessa CGIL.

Quanto è avvenuto non può essere certo “sanato” con la convocazione dello sciopero generale, tanto più in assenza di ogni bilancio e revisione di linea. Per questo i compagni del PCL in CGIL daranno battaglia per le dimissioni dell'attuale Segretaria nazionale e la convocazione di un congresso straordinario della Confederazione.

Naturalmente lo sciopero generale del 6 Settembre -attaccato da governo, Confindustria e PD- vedrà la piena partecipazione e sostegno del PCL. Ma tanto più oggi la proclamazione dello sciopero da parte della CGIL non può ridursi ad un atto rituale per salvare la faccia alla burocrazia confederale e le sorti della sua Segreteria.

Lo sciopero del 6 Settembre dev'essere uno sciopero vero. Deve puntare al coinvolgimento più vasto di forze per bloccare l'Italia ( produzione, trasporti, servizi, pubblica amministrazione). Deve combinarsi con l'assedio di massa delle prefetture e delle sedi confindustriali. Deve accompagnarsi ad azioni di contestazione di massa ai sindacati organicamente padronali e governativi di CISL e UIL. Deve rompere definitivamente con la linea degli accordi di luglio e di agosto, sancendo la piena autonomia del movimento operaio e sindacale dal padronato e dal PD. Deve soprattutto segnare l'inizio di una mobilitazione di massa, radicale e ininterrotta, sino al ritiro della manovra e alla cacciata del governo: una mobilitazione che unifichi attorno a sé l'enorme indignazione popolare e assuma i caratteri di un'autentica rivolta sociale contro la dittatura degli industriali, delle banche, del Vaticano.

E' ora che non solo le forme di lotta , ma gli stessi obiettivi del movimento operaio si elevino al livello nuovo della scontro imposto dalla crisi capitalista e dall'offensiva dominante.
Il debito pubblico ai banchieri non va pagato. Le banche vanno nazionalizzate, sotto controllo dei lavoratori. Le immense risorse così risparmiate vanno investite in lavoro, beni comuni, servizi pubblici. Va imposta la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, il blocco dei licenziamenti, la nazionalizzazione, sotto controllo operaio, di tutte le aziende che licenziano o violano i diritti sindacali. Va rivendicato l'abbattimento di spese militari, lussi istituzionali, privilegi Vaticani, come via di finanziamento di un vero salario sociale per i disoccupati che cercano lavoro. Va rivendicata un'Europa socialista dei lavoratori contro l'attuale Unione dei capitalisti e dei banchieri.
Il PCL porterà questo programma di svolta nello stesso sciopero generale del 6 Settembre e nelle manifestazioni di piazza che lo accompagneranno: dentro la battaglia più generale per un governo dei lavoratori quale unica vera alternativa.

Solo la forza di una mobilitazione vera, unitaria e radicale, può arrestare la valanga antioperaia, strappare risultati, capovolgere di segno l'intero scenario nazionale, aprire una nuova prospettiva politica.


Marco Ferrando