lunedì 25 aprile 2011

UN NUOVO 25 APRILE PER CACCIARE BERLUSCONI E APRIRE LA VIA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI



Il 25 aprile del 1945, la sollevazione partigiana chiuse la pagina buia del fascismo nella speranza di una vera alternativa di società: che liquidasse le classi dirigenti del Paese e aprisse la via del potere dei lavoratori. I governi di unità nazionale tra Togliatti e De Gasperi, con la benedizione degli Usa e di Stalin, realizzarono un programma opposto: la ricostruzione del capitalismo italiano. Fu il tradimento della Resistenza.

Da allora tutte le stagioni di lotta del movimento operaio sono state subordinate dalle sinistre alla salvaguardia del capitalismo e delle sue classi dominanti. Prima col compromesso storico con la Dc, che liquidò la grande pagina del 68; poi, dopo l'89, con la subordinazione alla seconda Repubblica, la partecipazione alla distruzione delle conquiste sociali e all'arretramento dei diritti democratici. Il Berlusconismo è lo sbocco ultimo di questo percorso: il prezzo che milioni di lavoratori e di giovani hanno pagato e pagano a questa politica suicida.

Ora si tratta davvero di voltare pagina. La lotta per rovesciare Berlusconi non può ripercorrere vecchi sentieri. Deve puntare a rovesciare la “democrazia” degli industriali e dei banchieri e realizzare la democrazia dei lavoratori: quella per cui si batterono, di fatto, le giovani generazioni partigiane.

Peraltro solo i metodi della sollevazione popolare possono davvero cacciare Berlusconi, aprendo la via ad un alternativa di società. Siamo di fronte al governo più reazionario che l'Italia abbia conosciuto dal 1960. Eppure le opposizioni liberali (PD,UDC)- attratte da Montezemolo e Marchionne- si limitano alle chiacchiere parlamentari, quando addirittura non salvano il governo col proprio voto ( come sulla guerra o il federalismo). E le sinistre cosiddette “radicali” ( Sel e Fds) continuano ad andar dietro ai liberali, nella speranza di qualche assessore o futuro ministro. Il risultato? Berlusconi non solo galleggia ma radicalizza, giorno dopo giorno, la propria arroganza reazionaria.

E' il momento di una svolta. Per questo il PCL si appella a tutte le sinistre, politiche, sindacali, di movimento, e a tutto l'associazionismo democratico perchè si faccia “come in Tunisia e in Egitto”: perchè si esca dalla routine di una opposizione ordinaria e impotente e si avvii una mobilitazione straordinaria, radicale, prolungata,con una grande marcia nazionale, operaia e popolare, su Palazzo Chigi che assedi i palazzi del potere e imponga a Berlusconi le dimissioni ( V. il Sito..).

La celebrazione del 25 Aprile va riaffidata alla forza delle masse: per una lotta che questa volta vada davvero sino in fondo.


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI