sabato 20 settembre 2014

L'ITALIA NELLE MANI DI UN BULLO ANTI OPERAIO E’ L’ORA DELLA LOTTA DI CLASSE CONTRO IL RENZISMO

Dopo sei mesi di Renzi parlano i fatti. “Passo dopo passo”.

Gli 80 euro sono pagati sia da coloro che li hanno ricevuti sia da lavoratori e pensionati esclusi, sotto forma di Tasi, addizionali fiscali, tagli sociali imponenti su servizi, lavoro, sanità ..: 32 miliardi di tagli annunciati in 3 anni!.

La disoccupazione dilaga in tutta Italia (42% tra i giovani); fabbriche e aziende continuano a chiudere una dopo l'altra o a espellere migliaia di operai (Alcoa, Thissen, Merloni, Alitalia, Lucchini..); contratti a termine senza causali e senza limiti diventano il destino di una generazione (decreto Poletti); si annuncia completa libertà di licenziamento senza giusta causa per i neo assunti (Job Act).

Milioni di lavoratori del settore pubblico restano senza contratto (da sei anni!); si mantengono i tagli imponenti alla scuola pubblica degli anni passati (9 miliardi) e si paga una parziale “assunzione” di precari con l'abolizione degli scatti di anzianità; mentre l'istruzione diventa sempre più cara per studenti e famiglie e un boccone sempre più interessante per il business d'impresa. 


La sostanza? Molto semplice: milioni di lavoratori, precari, studenti, disoccupati, anziani, “poveri”, pagano di tasca propria sia i costi delle truffe elettorali di Renzi, sia i costi dell'assistenza al capitale finanziario (italiano e europeo) che Renzi assicura.

Mentre il Premier vuole mettere al riparo le proprie fortune di aspirante Bonaparte (e la continuità della rapina sociale) con una riforma istituzionale che consentirebbe a chi ha il 20% dei voti di controllare Parlamento, Governo e Presidenza della Repubblica. Un’enormità!. Un uomo solo al comando, al servizio dei capitalisti e delle proprie ambizioni!

Questa valanga va fermata. Ma è necessario per questo cambiare aria a sinistra .

I gruppi dirigenti della sinistra italiana offrono uno spettacolo scandaloso. La burocrazia dirigente della CGIL, già complice di tante svendite, subisce senza reagire l'umiliazione quotidiana e sfottente di un bullo. Landini continua a proporsi addirittura come sponda sindacale di Renzi, magari sognando di diventare un domani - con la sua benedizione - segretario della Cgil. Nichi Vendola supplica di essere richiamato alla corte del centrosinistra, offrendo a Renzi la dote di Sel e dei suoi assessori in vista delle prossime elezioni regionali. Tutti pensano, insomma, a come sopravvivere (o fare fortuna) all'ombra del Sovrano . Nessuno pensa e agisce dalla parte dei “sudditi” contro il Sovrano, per un’alternativa di società e di potere.

Questa è invece la svolta necessaria. Non sta scritto da nessuna parte che il destino di milioni di lavoratori, studenti, precari, disoccupati, sia quello di subire in silenzio la dittatura di una piccola minoranza di industriali e di banchieri, e l'arroganza di un furbastro che amministra i loro interessi. Né certo l'alternativa è quella dei milionari Grillo e Casaleggio, che vogliono la chiusura dei posti di lavoro in cambio di un salario di cittadinanza di 600 euro per i licenziati e una Repubblica plebiscitaria via Web sotto il proprio controllo. Un progetto reazionario.

L'alternativa vera può essere costruita solo dai lavoratori stessi: contro i capitalisti, i loro governi, i loro partiti e tutti i loro ciarlatani di complemento. E' possibile: unendo innanzitutto le forze degli sfruttati in una lotta vera, radicale, di massa, attorno ad una piattaforma unificante delle loro ragioni e rivendicazioni, promossa da una assemblea nazionale di delegati eletti. Una lotta che metta sul campo, sino in fondo, la forza del lavoro, superando ogni frammentazione e dispersione.

Sedici milioni di lavoratori salariati, precari, disoccupati possono rivoltare l'Italia come un calzino, esprimere un proprio governo, concentrare nelle proprie mani il potere, liberare la società dal capitalismo.

Ma c'è bisogno di un partito di avanguardia che costruisca in ogni loro lotta la coscienza di questa forza.

Questa è la ragione del Partito Comunista dei Lavoratori. L'unico che non ha mai tradito gli operai.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI