mercoledì 8 ottobre 2014

OPERAZIONE TFR: NUOVA TRUFFA PER ALLOCCHI

Sembrerebbe un argomento forte. Invece è un boccone avvelenato. Siamo alla riedizione dell'operazione truffa 80 euro. Renzi cerca di ripetere in forme nuove una operazione populista. Contro le ragioni del lavoro.

“ Il TFR è salario dei lavoratori. Perchè non dar loro la possibilità di usarlo come credono? Lo Stato non può fare la mamma. I lavoratori sono responsabili”. Così recita la vulgata renziana. Tralasciamo alcune incongruenze interne alla logica della propaganda : il fatto che l'operazione escluda 3 milioni di dipendenti pubblici significa che sono “responsabili” solo i lavoratori del settore privato?. Andiamo invece alla sostanza.

Il lavoratore che acceda a parte del suo TFR ottiene un vantaggio?. No. Una penalizzazione. Anche nel caso di aliquota invariata di tassazione, aumenterebbe il suo reddito Isee. Che è il riferimento di calcolo per le detrazioni fiscali su casa, rette degli asili, spese universitarie. Le perdite sarebbero ben superiori ai “vantaggi”, come persino il giornale filo renziano Repubblica è costretto obtorto collo a documentare ( 7 Ottobre). Otterrebbe invece un duplice vantaggio lo Stato: sia perchè tasserebbe subito una quota di salario, altrimenti differita. Sia perchè indirettamente aumenterebbe, via Isee, la spremitura fiscale del lavoratore. Si parla di 5/6 miliardi di incasso aggiuntivo. Non è poco. La destinazione del gruzzolo è già pronta, come confessa il sottosegretario Morando: ridurre ancora l'IRAP a vantaggio dei capitalisti. Già peraltro rassicurati sul fatto che l'operazione TFR non procurerà loro alcun danno: l'anticipo TFR verrà fatto da un fondo apposito cogestito con le banche. Lo Stato garantirà le banche, con una riserva di risorse pubbliche. Cioè a carico dei lavoratori.

Non è tutto. L'operazione sta in un contesto che aggrava ( e spiega)il senso dell'operazione. Renzi liberalizza i licenziamenti ingiustificati, dentro un quadro di crisi sociale che già moltiplica licenziamenti di massa. La liquidazione è quella parte del salario cui il lavoratore può accedere in emergenza quando perde il lavoro. Indurlo ad amputare la propria liquidazione significa indurlo a privarsi del principale salvagente disponibile, nel momento in cui si liberalizzano i licenziamenti. “Ma è una libertà del lavoratore”! Si obietta. Sì, anche quella di suicidarsi. Non è un buon motivo per incentivarla.

Non solo. Il governo sta procedendo alla demolizione conclusiva del diritto al contratto nazionale di lavoro. Il contratto aziendale, detassato, diventa alternativo al contratto nazionale. E viceversa. É la liberalizzazione delle soluzioni Marchionne. Cosa significherà tutto questo? Che milioni di lavoratori subiranno una riduzione non solo dei diritti ma del salario. La libertà di accedere al TFR diventa così una sorta di ammortizzatore individuale self service della cancellazione generale di salario e diritti. La libertà di aggrapparsi all'anticipo della liquidazione per fame o debiti viene presentata come prova della generosità del sovrano verso i sudditi. In realtà è l' inganno che serve a coprire un cappio al collo.

Pare che Confindustria, fatti due calcoli ,si sia convertita alle virtù dell'operazione.
I banchieri anche, perchè sono coperti dalla garanzia statale
Le destre reazionarie “liberiste”, che già con Tremonti avevano progettato la “soluzione”, plaudono, come fa il giornalaccio Libero.

Ma perchè... Maurizio Landini si aggiunge al coro della soluzione Renzi?
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI